Lifestyle

Non immagini quanti batteri ci sono nel tuo spazzolino: ecco come sbarazzartene

Pericoli spazzolino da denti
Lo spazzolino da denti cela delle insidie - (papil.it)

Lo spazzolino da denti è uno degli oggetti che covano la maggior parte dei batteri. Ecco come igienizzarlo

Ogni giorno, due, tre o forse anche più volte al giorno, affidiamo al nostro spazzolino un compito fondamentale: prendersi cura della nostra igiene orale. Ma dietro questa routine quotidiana si nasconde una verità poco conosciuta: lo spazzolino non vive una vita tranquilla come potrebbe sembrare. Se potesse parlare, probabilmente ci chiederebbe più di una semplice risciacquata dopo l’uso.

Il semplice gesto di risciacquare lo spazzolino con acqua sembra, a prima vista, essere sufficiente per mantenere il nostro strumento pulito. Tuttavia, questo processo rimuove solo i residui visibili, come dentifricio e saliva, senza eliminare microrganismi invisibili che amano l’umidità e i microspazi tra le setole. È un po’ come pensare che una spugna da cucina sia pulita solo perché l’abbiamo sciacquata velocemente sotto l’acqua corrente. Purtroppo, anche lo spazzolino rimane intriso di batteri, tra cui Streptococcus mutans, spesso associato alla carie dentale, e altri microorganismi resistenti, che prosperano nell’umidità e nell’ambiente chiuso di un contenitore.

Come igienizzare lo spazzolino da denti

Fortunatamente, c’è una soluzione sorprendentemente semplice ed economica per ridurre la proliferazione di batteri sulle setole: l’aceto bianco. Miscelato con acqua in parti uguali, questa soluzione è un potente disinfettante naturale che può fare miracoli. Bastano dieci minuti di immersione per rimuovere una buona parte dei batteri comuni come E. coli e Staphylococcus aureus, rendendo lo spazzolino significativamente più sicuro. Dopo l’immersione, è sufficiente risciacquare sotto acqua corrente e lasciare asciugare all’aria.

Igienizzare spazzolino da denti

Come igienizzare lo spazzolino da denti – (papil.it)

Un’altra alternativa facilmente reperibile nelle nostre case è l’acqua ossigenata al 3%. Questa soluzione, simile all’aceto, offre una disinfezione superiore rispetto al semplice risciacquo. Per usarla, basta mescolare un cucchiaino di acqua ossigenata in una tazza d’acqua, immergere lo spazzolino per circa quindici minuti, e risciacquare. Questa procedura è ideale per chi cerca un metodo rapido, senza odori sgradevoli e con tempi di attesa brevi.

Altri rimedi casalinghi, come il collutorio antibatterico o il bicarbonato di sodio, sono utili ma con risultati più limitati. Il collutorio può ridurre la carica batterica in tempi rapidi, ma non è così potente come l’aceto o l’acqua ossigenata. Il bicarbonato, pur essendo un’opzione naturale e delicata, richiede un’immersione di almeno quindici minuti per essere efficace, ma la sua azione è più lieve.

L’acqua calda, invece, è perfetta per un risciacquo giornaliero. Pur non essendo un disinfettante completo, aiuta a rimuovere i residui accumulati dopo l’uso.

Disinfettare lo spazzolino è solo metà del lavoro. La sua conservazione è altrettanto cruciale per prevenire la proliferazione di batteri. Dopo ogni utilizzo, scuoti bene lo spazzolino per eliminare l’acqua in eccesso e lascialo asciugare all’aria in posizione verticale. Evita contenitori chiusi, che favoriscono l’umidità e la formazione di muffa, e rinuncia ai cappucci protettivi che, sebbene sembrino utili, creano un ambiente ideale per i microrganismi.

Infine, ricordati che lo spazzolino non è eterno. Nonostante la disinfezione, le setole si consumano, e un spazzolino usurato non sarà mai altrettanto efficace. Gli esperti consigliano di sostituirlo ogni tre mesi, o prima se le setole risultano danneggiate. E in caso di malattie o infezioni, è meglio fare una sostituzione anticipata per evitare la reintroduzione di batteri.

Change privacy settings
×