Un recente test condotto dalla rivista francese 60 Millions de Consommateurs ha messo a confronto 15 diverse creme spalmabili.
Un recente test francese ha messo alla prova 15 creme spalmabili alla nocciola, rivelando sorprese importanti nel panorama dei prodotti più amati da grandi e piccini.
Tra gli aspetti analizzati, sono stati valutati zuccheri, grassi, qualità degli ingredienti e la presenza di eventuali residui di pesticidi, con risultati che ribaltano alcune convinzioni consolidate, in particolare riguardo alla celebre Nutella di Ferrero.
Un confronto approfondito tra i principali marchi di creme spalmabili
Il mercato delle creme spalmabili alla nocciola è in continua espansione, con oltre 70 varianti solo in Francia, che vanno dalle proposte tradizionali a quelle biologiche, vegane e prive di olio di palma. Il test ha incluso prodotti diffusi anche in Italia, come Nutella, Lindt, Rigoni d’Asiago e altre marche storiche, per offrire un quadro completo e aggiornato.
Il panel di esperti ha valutato ogni prodotto su parametri scientifici, cercando un equilibrio tra gusto, qualità delle materie prime e profilo nutrizionale. Un elemento che emerge chiaramente è la difficoltà dell’intera categoria a presentarsi come un alimento sano, data la presenza significativa di zuccheri e grassi.
Profili nutrizionali e composizione: zuccheri e grassi sotto la lente
L’indagine ha preso come riferimento una porzione standard di 15 grammi, equivalente a circa tre cucchiaini. In base ai dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, questa quantità può coprire dall’8% al 17% del fabbisogno quotidiano di zuccheri liberi, un dato che invita alla cautela soprattutto per i consumatori abituali.

I risultati del test – papil.it
Tra le creme più dolci si distinguono Nutella, Choco Nussa e Poulain, tutte con un elevato contenuto di zuccheri. Pierre Hermé registra valori leggermente inferiori ma resta comunque un prodotto piuttosto zuccherato. Per quanto riguarda i grassi, le differenze sono meno marcate: alcune creme raggiungono gli 8 grammi per porzione, altre si mantengono intorno ai 5 grammi. Un’eccezione è rappresentata da Funkie Veggie Bio, unica crema senza grassi aggiunti.
L’applicazione del Nutri-Score evidenzia un problema comune: quasi tutte le creme finiscono in classe E, la più bassa, sottolineando un profilo complessivamente sbilanciato verso zuccheri e lipidi.
Ingredienti e qualità: nocciole, oli vegetali e trasparenza
Un aspetto spesso trascurato dai consumatori è la qualità degli ingredienti. Nel test, lo zucchero è quasi sempre al primo posto della lista, con poche eccezioni come Pierre Hermé e Funkie Veggie Bio, che adottano formulazioni più attente.
La percentuale di nocciole varia considerevolmente, da un massimo del 34% per Pierre Hermé a circa il 13% per molte altre creme. La provenienza delle nocciole resta poco chiara, con la Turchia che rimane il principale paese esportatore, mentre alcuni produttori francesi dichiarano la coltivazione nel Lot-et-Garonne.
Sull’aspetto ambientale, l’olio di palma continua a essere criticato per il suo impatto ecologico negativo. Le creme che utilizzano oli alternativi come girasole, colza o burro di karité ottengono un giudizio più favorevole.
La valutazione complessiva degli esperti definisce le ricette delle creme spalmabili come “composizioni che lasciano molto a desiderare”, sottolineando la necessità di migliorare la qualità degli ingredienti.
In termini di sicurezza, il test ha rilevato una buona situazione generale per quanto riguarda la presenza di residui di pesticidi. Solo la crema Pierre Hermé ha mostrato una traccia di fluopicolide, fungicida autorizzato nell’Unione Europea, mentre tutti gli altri prodotti sono risultati privi di contaminazioni significative.
La classifica finale: Lindt sul podio, Nutella dietro
Nonostante i profili nutrizionali poco incoraggianti, la classifica finale mostra un quadro meno drammatico. La maggior parte delle creme ha ottenuto un punteggio verde, indicativo di prodotti accettabili se consumati con moderazione.
Al vertice si posiziona Lindt, con un punteggio complessivo di 13,1 su 20, grazie a un buon equilibrio tra ingredienti e qualità generale. Subito dietro troviamo Rigoni d’Asiago con 12,4 punti, mentre Nutella si colloca più indietro con 11,4 punti, penalizzata soprattutto dalla composizione e dal profilo nutrizionale.
L’ultima posizione spetta a Ovomaltine, con un punteggio di 7,4, considerata la meno convincente tra le creme testate.
Il risultato di questo test francese, che integra il Nutri-Score con parametri più complessi come la percentuale di nocciole, l’uso di olio di palma e la presenza di pesticidi, rappresenta un importante riferimento per i consumatori europei alla ricerca di prodotti più equilibrati e trasparenti.








