Un bucato perfetto è il risultato di un procedimento ben studiato per ogni tipologia di capo: questo metodo è usato dai professionisti.
Finisce la giornata, il pigiama prende il posto dell’outfit utilizzato per diverse ore e i vestiti finiscono direttamente nel cestino della biancheria. Un’abitudine comune dettata dalla necessità di una soluzione pratica per archiviarli, che rende tuttavia più difficile e faticosa la selezione al momento del bucato.
La lavatrice è uno degli apparecchi più funzionali presenti in casa, eppure continua ad essere ancora oggi anche una vera sfida per molti. Ottenere un risultato impeccabile da lavanderia è un miraggio spesso irrealizzabile e il motivo è la mancanza di attenzione verso delle semplici regole.
Quante volte capita di prendere un mucchio di indumenti e infilarli nell’elettrodomestico? Un gesto in apparenza innocuo, che può avere delle conseguenze disastrose sui tessuti. I professionisti del settore sanno bene che il lavaggio non dovrebbe mai essere avviato se prima i capi non sono stati girati al rovescio.
Bastano pochi secondi per farlo, ma la differenza è sorprendente. Questo dettaglio non è una pura mania da “precisini”, ma il metodo più efficace per proteggere la parte esterna da possibili danni. Non bisognerebbe mai dimenticare di farlo, soprattutto con determinate tipologie di vestiti.
Perché girare i capi al rovescio: il metodo dei professionisti
Non c’è da meravigliarsi se, una volta ritirati dalla lavatrice e asciutti, i capi appaiono spenti e le stampe si screpolano ogni giorno di più. Questo succede perché non sono stati girati al rovescio prima del lavaggio, un’attenzione che dovrebbe essere riservata soprattutto a indumenti che presentano applicazioni e scritte o di colori vivaci.

Perché mettere i capi al rovescio in lavatrice – papil.it
Quando il cestello è in azione infatti, i capi sfregano l’uno contro l’altro. Cerniere, bottoni e gli stessi tessuti possono scontrarsi danneggiandosi a vicenda. Mettendo in lavatrice un capo al rovescio si protegge il lato esterno con i suoi dettagli, lasciando che lo stress del contatto si scarichi sulla parte interna non visibile quando si indossa.
In questo modo le decorazioni si preservano, si creano meno pallini, le stampe rimangono intatte e il tessuto si conserva meglio. I motivi per dedicare pochi secondi a questo gesto sono molti, ma è importante stabilire una corretta routine in 6 punti da ripetere ogni volta che arriva il momento del bucato.
É fondamentale separare i capi per colore e, quando possibile, anche per tipologia di tessuto. Una volta fatto ciò si procede girando tutti i capi al rovescio e caricandoli nel cestello. Dopo non resta che chiudere l’oblò, aggiungere detergenti e ammorbidente, scegliere il programma più adatto e avviare.
Il consiglio in più è quello di estrarre i capi dopo il lavaggio e stenderli ad asciugare ancora al rovescio. Così si le pieghe restano all’interno e l’aspetto originario del capo viene preservato anche dal sole. Quell’effetto usurato non arriverà così presto grazie ad un piccolo stratagemma che pochi mettono in pratica, ma che può rappresentare una svolta nel mantenere i propri vestiti come nuovi molto più a lungo.








