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Quanto guadagna (veramente) un cuoco in Italia: le cifre che non ci si aspetta

Stipendio di un cuoco
Quanto guadagna un cuoco in Italia - Papil.it

Dietro al mestiere di cuoco c’è ancora molto mistero. Gli stipendi che percepiscono infatti variano molto in base al ruolo che ricoprono in cucina.

La televisione ha costruito un’immagine abbastanza chiara del mestiere di cuoco. Cucine lucide, piatti spettacolari, chef famosi che parlano di creatività e successo. Poi però ci sono le cucine vere. Quelle dei ristoranti, delle trattorie, degli hotel. E lì la domanda arriva quasi sempre la stessa: quanto guadagna davvero un cuoco in Italia?

La risposta, purtroppo o per fortuna, non è unica. Dipende dal posto, dall’esperienza, dalla città. E spesso anche da fattori meno visibili, come la stagione turistica o il tipo di locale.

Lo stipendio reale di un cuoco in Italia

Chi entra in cucina per la prima volta raramente guadagna cifre sorprendenti. Un aiuto cuoco o commis di cucina parte spesso da stipendi che oscillano tra 1.200 e 1.400 euro al mese. A volte qualcosa in più nelle grandi città o negli hotel di fascia alta, ma non sempre.

Le ore però non sono quelle di un lavoro da ufficio. Turni spezzati, servizi lunghi, weekend quasi sempre occupati. La cucina vive quando gli altri sono a tavola. È la regola non scritta del mestiere.

Stipendio di un cuoco – Papil.it

Con qualche anno di esperienza le cose cambiano un po’. Un cuoco di partita, cioè chi gestisce una sezione della cucina, può arrivare tra 1.600 e 2.000 euro mensili. Dipende dal ristorante e dalla responsabilità. Nei locali di livello medio-alto lo stipendio può salire ancora, ma non è automatico.

Poi c’è la figura dello chef di cucina. Qui i numeri iniziano a muoversi di più. In molti ristoranti si parla di 2.500 o 3.000 euro al mese, a volte anche qualcosa oltre nei locali di fascia alta o nelle strutture alberghiere importanti.

Il turismo cambia tutto. In località come la riviera romagnola, la Costiera Amalfitana o alcune zone di montagna, i cuochi stagionali possono guadagnare di più. A volte anche 2.000 euro o più al mese, soprattutto quando vitto e alloggio sono inclusi. Il problema è che il lavoro dura pochi mesi. Quattro, cinque, a volte sei. Poi si riparte da capo, cercando un’altra stagione. Molti cuochi vivono proprio così. Estate al mare, inverno in montagna, qualche periodo fermo nel mezzo. Non è raro.

Quando lo stipendio cambia davvero

Il salto economico arriva solo in alcune situazioni. Quando un cuoco diventa chef riconosciuto, quando apre un ristorante proprio, oppure quando entra in locali con reputazione internazionale.

In quei casi gli stipendi possono superare 4.000 o 5.000 euro mensili, ma parliamo di una minoranza. La maggior parte delle cucine italiane resta lontana da quelle cifre. C’è poi un altro aspetto. Molti cuochi lavorano come collaboratori esterni, consulenti, oppure gestiscono piccoli progetti gastronomici. Non è più solo un lavoro dietro ai fornelli. È un mestiere che cambia continuamente.

Chi frequenta le cucine da anni lo sa. Fare il cuoco non è mai stato un lavoro semplice. Richiede tempo, resistenza, pazienza. E la paga, soprattutto all’inizio, non sempre ripaga gli sforzi. Eppure ogni anno nuovi ragazzi entrano nelle brigate di cucina. Alcuni restano pochi mesi, altri non se ne vanno più. Forse perché dietro quei turni lunghi e quei piatti che escono uno dopo l’altro c’è qualcosa che gli stipendi non raccontano del tutto. Una miscela strana di fatica, orgoglio e ostinazione.

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