Mentre molti residenti stranieri cercano di lasciare Dubai in fretta, nelle strade della città sta emergendo un problema che pochi vedono ma che i volontari descrivono come sempre più grave.
Cani e gatti lasciati davanti alle cliniche veterinarie, animali abbandonati per strada e richieste di eutanasia rivolte ai veterinari. Secondo chi lavora nei rifugi locali, l’aumento delle partenze sta lasciando dietro di sé una scia di animali domestici senza più una famiglia.
Le segnalazioni arrivano da più parti della città. I volontari parlano di gatti lasciati davanti alle porte dei rifugi durante la notte e di cani trovati vagare nelle periferie. Alcuni animali vengono portati davanti alle cliniche veterinarie con la speranza che qualcuno possa occuparsene. Altri semplicemente spariscono, lasciati per strada da proprietari che stanno cercando di partire rapidamente.
Un problema che cresce con le partenze
La tensione in Medio Oriente e il clima di incertezza stanno spingendo molte famiglie straniere a lasciare la città. In questo contesto, raccontano le associazioni locali, alcuni animali domestici stanno pagando il prezzo più alto.
Secondo i volontari dei rifugi, negli ultimi giorni le richieste di aiuto sono aumentate in modo evidente. I centri di accoglienza sono pieni e molti operatori faticano a trovare spazio per nuovi animali. Alcuni proprietari, presi dalla fretta di partire o spaventati dalle procedure necessarie per portare con sé i propri animali, chiedono ai veterinari di sopprimerli.
La maggior parte delle cliniche, raccontano i soccorritori, rifiuta queste richieste e indirizza i proprietari verso le associazioni di recupero. Ma spesso anche queste strutture sono già al limite.
I racconti dei volontari
Claire Hopkins, volontaria britannica che da anni si occupa di recuperare cani negli Emirati Arabi Uniti, racconta che nelle ultime settimane la situazione è diventata più difficile. Secondo lei lo stress e il panico tra alcuni proprietari stanno contribuendo all’aumento degli abbandoni.
Uno dei problemi riguarda le procedure sanitarie necessarie per portare gli animali all’estero. Per esempio, per viaggiare verso il Regno Unito è necessario il vaccino contro la rabbia e bisogna attendere diverse settimane prima di poter partire. Chi non ha preparato in anticipo i documenti e le vaccinazioni si trova davanti a tempi che non coincidono con la partenza.
Hopkins racconta che molti proprietari chiedono aiuto per sistemare i loro animali prima di lasciare il paese. In altri casi, invece, gli animali vengono semplicemente lasciati indietro.
Rifugi sotto pressione
Anso Stander, che gestisce il santuario per animali Six Hounds negli Emirati, dice di ricevere richieste di aiuto continuamente. In un solo giorno, racconta, le sono arrivati decine di messaggi da persone che stanno cercando una soluzione per i loro animali prima di partire.
Alcuni casi sono complessi. Ci sono famiglie con molti gatti o con diversi cani che non sanno come organizzare il trasferimento. I rifugi, però, non riescono ad accogliere tutti.
I volontari raccontano anche episodi più duri. Alcuni cani sarebbero stati trovati feriti nel deserto tra gli Emirati e l’Oman, mentre altri animali vengono segnalati legati a pali o abbandonati in zone isolate.
Il timore di una nuova ondata di abbandoni
Le associazioni temono che la situazione possa peggiorare nelle prossime settimane. Dopo le tensioni nella regione e la temporanea chiusura dello spazio aereo, molti voli stanno tornando operativi e sempre più stranieri stanno organizzando la partenza.
Se il numero di persone in uscita dovesse aumentare rapidamente, i volontari temono che altri animali possano essere lasciati indietro.
L’appello delle associazioni
Anche dal Regno Unito arriva un richiamo alla responsabilità. Hannah Mainds, responsabile della Rspca Blackpool & North Lancashire, conosce bene il problema perché in passato ha vissuto a Dubai e ha collaborato con gruppi locali che si occupano di animali abbandonati.
Secondo Mainds molti degli animali recuperati avevano il microchip e segni evidenti di una vita domestica. Per questo il loro abbandono è particolarmente difficile da gestire per i soccorritori.
L’invito delle associazioni è chiaro: chi possiede un animale dovrebbe preparare con anticipo documenti, vaccinazioni e procedure necessarie per il viaggio. Esistono aziende specializzate e gruppi di volontari che possono aiutare con il trasferimento.
Per chi lavora nei rifugi, però, il punto resta uno solo: in momenti di crisi gli animali domestici non dovrebbero diventare le vittime dimenticate.








