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Animali domestici, gli italiani spendono quasi 7 miliardi l’anno: Lombardia in testa per la pet economy

cane e gatto pet economy
Animali domestici, gli italiani spendono quasi 7 miliardi l’anno: Lombardia in testa per la pet economy - Papil.it

Nelle case italiane cani e gatti non sono più soltanto animali da compagnia, ma fanno parte della quotidianità, condividono spazi e abitudini e spesso vengono considerati veri membri della famiglia.

Questo legame si riflette anche nelle spese sostenute dalle famiglie. La pet economy in Italia ha ormai dimensioni molto ampie e continua a crescere: tra alimenti, cure veterinarie e servizi dedicati agli animali domestici si sfiorano i 7 miliardi di euro all’anno. Un mercato che coinvolge milioni di persone e che negli ultimi anni ha cambiato profondamente il rapporto tra italiani e animali da compagnia.

Quante famiglie vivono con un animale domestico

Secondo le elaborazioni dell’ufficio studi di Confartigianato, circa 10 milioni di famiglie italiane convivono con almeno un animale domestico. Si tratta del 37,7% del totale delle famiglie del Paese.

Nel complesso nelle case italiane vivono oltre 25 milioni di animali da compagnia. Tra questi il gatto rimane uno dei protagonisti più diffusi: oltre 1,7 milioni di famiglie dichiarano di avere almeno un felino.

Anche i cani continuano a crescere in presenza domestica e oggi sono presenti nel 22,1% delle famiglie con animali. Accanto a loro ci sono poi altri piccoli animali domestici, che rappresentano una quota più ridotta ma comunque stabile nel tempo.

Il fenomeno è aumentato negli ultimi dieci anni. Nel 2015 la quota di famiglie con animali domestici era pari al 36,2%, mentre nel 2024 ha raggiunto il 37,7%, segno di una diffusione sempre più ampia degli animali nelle case italiane.

Quanto spendono gli italiani per i loro animali

La presenza degli animali domestici ha generato un mercato molto articolato. Nel 2024 la spesa complessiva per prodotti e servizi legati agli animali da compagnia ha raggiunto 6,7 miliardi di euro.

La parte più consistente riguarda i prodotti destinati alla cura quotidiana. Oltre 5,4 miliardi vengono utilizzati per alimenti, farmaci veterinari, articoli per la toelettatura e accessori.

Una quota più ridotta, circa 1,3 miliardi, è invece legata ai servizi: visite veterinarie, pensioni per animali, addestramento e servizi di cura.

Il dato più interessante riguarda l’andamento nel tempo. In dieci anni la spesa per gli animali domestici è cresciuta del 76%, un ritmo molto più veloce rispetto alla crescita generale dei consumi delle famiglie italiane.

Le regioni dove si spende di più

Analizzando i dati a livello territoriale emerge una forte concentrazione della spesa in alcune regioni. La Lombardia guida la classifica con circa 1,396 miliardi di euro, pari a oltre il 20% della spesa nazionale.

Subito dopo si collocano il Lazio con 882 milioni, il Veneto con 652 milioni, l’Emilia-Romagna con 629 milioni, il Piemonte con 616 milioni e la Toscana con 552 milioni.

Queste sei regioni da sole rappresentano oltre il 70% dell’intero mercato italiano dedicato agli animali domestici.

Guardando invece alle città, il valore più alto si registra a Roma, seguita da Milano e Torino. Tra le altre province con una spesa significativa compaiono Brescia, Bologna, Firenze, Napoli, Bergamo e Genova.

Un settore che continua a crescere

Il dinamismo della domanda ha spinto anche lo sviluppo delle attività economiche legate agli animali domestici. Oggi in Italia operano più di 5.800 imprese nel settore dei servizi dedicati ai pet.

Di queste, circa 3.440 sono imprese artigiane specializzate in cura e assistenza agli animali. Complessivamente danno lavoro a oltre 4.200 addetti.

Negli ultimi dieci anni il numero di queste attività è quasi raddoppiato. La crescita dimostra quanto il rapporto tra italiani e animali domestici sia diventato stabile e radicato nella vita quotidiana.

Secondo il presidente di Confartigianato Marco Granelli, questo sviluppo dimostra che la passione per gli animali non è soltanto un fenomeno sociale. Nel tempo si è trasformata in un settore economico capace di creare lavoro, nuove imprese e servizi diffusi in tutto il territorio.

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